Escursioni alle Grotte

Nell' estremo lembo della penisola salentina si trovano una serie di grotte marine, affascinanti sia per le remote storie che conservano che per le forme e i colori che presentano al loro interno.

Grotte della Rada

In prossimità di Punta Ristola si apre la Grotta del Diavolo, facilmente accessibile da terra, profonda 30 metri ed alta 15. Al suo interno si trova una breccia ossifera (resti di fauna fossile quaternaria a clima caldo), con ossa spaccate intenzionalmente. Sui livelli superiori dei depositi di riempimento emergono manufatti neolitici come ossa lavorate, cuspidi di selce, ceramiche grossolane, ecc.
Un centinaio di metri prima della Punta Ristola, è situata la Grotta Porcinara, o Portinara. Si tratta di una grotta non naturale, in quanto scavata dall'uomo nelle tenere calcarenici, e sulle le pareti delle tre camere comunicanti che la compongono vi sono numerose iscrizioni greche e latine.
Ai piedi della cascata monumentale si apre come una voragine, la Grotta del Morigio conosciuta maggiormente come, Grotta degli Innamorati. Vi si accede dal mare nuotando sott'acqua. Fu chiamata "del Morigio" da Tasselli perchè secondo la tradizione proprio in questa grotta si nascosero i mori per attaccare e distruggere Leuca.  Sotto la "colonia Scarciglia" a ridosso del porto, vi sono le Grotte Cazzafri. Formate da cavità profonde circa 30 metri presentano delle caratteristiche colorazioni verdognole in particolar modo al tramonto.

Le Grotte di Ponente

Presso Torre Marchello troviamo la Grotta del Drago, così detta per uno sperone di roccia al suo interno che ricorda la testa di un drago; profonda circa 40 metri, deve la sua bellezza alle pareti e al colore verde-azzurro delle acque. Poco più in là si apre la Grotta dei Giganti, che deve il suo nome alle ossa e ai denti di pachidermi rinvenuti in essa, inglobati nel materiale detritico misto a terra rosso-violacea che riempì la grotta durante una fase di regressione delle acque marine.
Lembi di detrito continentale, con frammenti di molari di elefante e rinoceronte, aderiscono ancora per buona altezza alle pareti interne ed esterne della vicina Grotta delle Tre Porte, che deve il nome ai ciclopi passaggi calcarei per cui vi si accede.
Sulla parete del vano interno della grotta, a circa 3 metri sul livello del mare, si apre un cunicolo che termina dopo circa 30 metri in un'ampia camera sub-circolare con stalattiti e stalagmiti. Tale cavità viene chiamata Grotta del Bambino, in essa infatti fu rinvenuto un dente di un bambino neandertaliano.
Ad est della grotta delle Tre Porte troviamo la Grotta Titti.
La Grotta piccola del Ciolo, invece, è una piacevole galleria subacquea che si apre direttamente sotto il ponte del Ciolo.

Le Grotte di Levante

Doppiato il Méliso e costeggiando verso Novaglie, si incontrano le Grotte di Levante, alcune sul mare, altre a metà altezza sulla scogliera altissima. I pescatori ne contano circa una ventina. Meritano di essere visitate, anche per la spettacolarità della costa.